Nella splendida Val di Non, nel cuore del Trentino, c’è un luogo speciale, un rifugio immerso nella natura chiamato Cain Chalet. Quando ne ho sentito parlare per la prima volta la mia mente è stata un susseguirsi di emozioni contrastanti.
Da un lato, l’idea di trascorrere del tempo lontano dal trambusto quotidiano, nella tranquillità del bosco, mi attraeva irresistibilmente. Dall’altro, l’idea di trovarmi così isolata, circondata solo dalla natura, ha innescato in me una punta di timore.
È così, quando finalmente Kevin (il proprietario) ci ha accompagnati davanti al cancelletto del Cain Chalet, mi sono detta, ancora un po’ titubante “Ma veramente io e Marco dovremo rimanere qui da soli per due notti?”
Il bosco tutto intorno a noi ci ha avvolto con il suo manto verde scuro, il silenzio sembrava quasi invadermi. Ammetto, avevo paura.
E se avessimo avuto bisogno di aiuto, cosa sarebbe successo?
Quel timore iniziale, con il passare delle ore, si è trasformato in una nuova percezione, fatta di magia e silenzio, che non era più un nemico da sconfiggere, ma un compagno di viaggio che mi avrebbe condotto in un’atmosfera di serenità e contemplazione.
Il fruscio delle foglie, il canto degli uccelli, il dolce sussurro del vento tra i rami: ogni suono sembrava un invito a immergermi più profondamente nella bellezza della natura.
È così ho iniziato a vivere il Cain Chalet come fosse casa mia, abbandonando le mie preoccupazioni e riempiendomi il cuore di bellezza.
Mi sono seduta sulla sedia a dondolo e ho iniziato a leggere un libro, mentre Marco prendeva confidenza con la palestra open air all’aria aperta.
I raggi del sole filtravano tra gli alberi, gli alpaca curiosi ci tenevano compagnia da lontano e in quel momento ho capito che non c’era alcun motivo per aver paura.
Il bosco ci stava accogliendo a braccia aperte, offrendoci al tempo stesso rifugio e protezione.
Il distacco assoluto dalla frenesia del mondo esterno mi ha regalato una sensazione di libertà senza eguali, nessun telefono che squillava o e-mail che reclamavano la mia attenzione.
Finalmente ho potuto respirare a pieni polmoni, lasciando che il tempo si dilatasse, come un fiume che lentamente scorre tra le colline.
Eppure, non posso negare che la presenza del cellulare e della connessione Wi-Fi mi abbia dato un certo senso di sicurezza.
Il telefono prendeva e per qualsiasi cosa io e Marco sapevamo di poter contare sulla disponibilità di Kevin e del suo assistente Ervis.
Sapere di poter comunicare con il mondo esterno in caso di necessità ha reso la mia avventura al Cain Chalet ancora più piacevole, permettendomi di abbracciare la natura senza timori o preoccupazioni.
Ogni momento trascorso è stato un regalo prezioso, un’esperienza che non avevo mai vissuto prima d’ora.
Mentre salutavo Kevin e quel luogo incantato, promettevo a me stessa di tornare presto, per immergermi ancora una volta nel silenzio del bosco e lasciarmi cullare dalla sua eterna bellezza.