
"Un tramonto infuocato e una traversata “cullata” dalle onde del mare che si innalzavano verso il cielo.
L’Isola del Giglio mi ha così accolta in una fresca e ventosa sera di settembre ed io, ancor prima di toccare terraferma, venivo già rapita dalla sua bellezza."
Accompagnata dai miei genitori, ho trascorso un fine settimana indimenticabile, esplorando questa piccola ma ricca isola toscana, pronta a svelare i suoi tesori a chi sa coglierli.
L'Isola del Giglio, si compone di tre distinti centri abitati: Giglio Porto, Giglio Campese e Giglio Castello. Giglio Porto, il porto principale dell'isola, accoglie i visitatori con la sua atmosfera vivace durante il giorno e tranquilla di sera.
Tanti i negozi, i ristoranti e le botteghe artigianali.
Qui si erge la suggestiva Torre del Saraceno, che testimonia la storia millenaria dell'isola.


Giglio Castello è un borgo medievale incantevole, adagiato sulle alture dell'isola, che conserva intatto il suo fascino secolare, con la sua chiesa e i vicoli stretti.
Giglio Campese, invece, si trova sulla costa ovest, ed è noto per la sua baia incantevole, ideale per gli amanti degli sport acquatici e per ammirare splendidi tramonti mozzafiato. La presenza della Torre medicea e la grande spiaggia rendono di fatto Campese un luogo da non perdere per chi visita l'isola.

Come raggiungere l’isola del Giglio
Le compagnie di navigazione per l’Isola del Giglio sono due: Toremar e Maregiglio. I servizi sono pressoché gli stessi, ma la scelta è ricaduta su Toremar, più che altro per la compatibilità con i nostri orari di spostamento.

Portare con noi l'auto si è rivelata una scelta opportuna, considerando la bassa stagione, come quando siamo andati all’azienda vinicola Castellari, per un aperitivo al tramonto, che si è rivelato meraviglioso!
Quello che però ha fatto la differenza, è stato soggiornare all’Hotel La Guardia, che gode di una posizione privilegiata lungo la costa.
Sono tanti i ricordi che affiorano alla mente, tra cui la sveglia di prima mattina per godere, quasi in solitudine, delle prime luci dell’alba, dalla grande finestra del bagno della camera 406, per non disturbare i miei genitori.
Un buongiorno che difficilmente dimenticherò!


Dovevi esserci anche tu, ad ammirare con me i colori del cielo cambiare, sorprendendomi ogni volta. Il fruscio del vento in sottofondo e il rumore delle onde che si infrangevano sul bagnasciuga, accompagnate dal garrito dei gabbiani.
Ti saresti emozionatə, ne sono certa.
Non ho saputo resistere a tanta bellezza e una mattina, sperando di non svegliare nessuno, mi sono vestita in fretta e furia e al buio sono sgattaiolata fuori dalla stanza, per guardare l’alba, questa volta da un’altra prospettiva. C’eravamo solo io e il mare, che dire dell’alba? Semplicemente incredibile. Forse non la più bella che ho visto nella mia vita, ma a volte il momento, lo stato d’animo e il luogo, fanno sì che lo sia.
E io, quel giorno, l’ho ammirata da uno scoglio (coordinate 42.3595542, 10.9227008), fino a commuovermi.

Luoghi da visitare all’Isola del Giglio: Giglio Castello
Un piccolo borgo molto caratteristico a 400 metri sul livello del mare, raggiungibile in auto, scooter o ancora più bello se in Ebike, proprio come abbiamo fatto noi. A piedi sarebbe stato quasi un pellegrinaggio, dal tempo che ci avremmo impiegato.
Paesaggi mozzafiato, di quelli che ti incantano e rendono indimenticabile il viaggio, ancora prima dell’arrivo in paese, per poi proseguire a piedi, in esplorazione tra un vicoletto e l’altro.
In quei giorni Giglio Castello era in festa, per celebrare il Santo Patrono dell’isola, San Mamiliano. Persone allegre, affidabili e disponibili, così ho trovato i gigliesi, sempre pronti a scambiare una parola per raccontare le loro tradizioni, aneddoti curiosi dei luoghi in cui sono nati.


Ascoltarli non è stato per me solo un piacere, ma anche un modo per ricevere qualche consiglio in più per esplorare l’isola. Se posso darti un suggerimento, scegli di visitarla in bassa stagione, altrimenti rischi che la magia si perda, per i tanti turisti che quasi la assalgono.
Finiresti per non goderti nulla di ciò che può offrire.
Il faro di Capel Rosso
Ed è proprio grazie a uno di loro che sono venuta a conoscenza di un bellissimo percorso in mezzo alla natura, il sentiero 28a. Per raggiungerlo, abbiamo preso l’auto e a ogni curva il panorama diventava sempre più bello, anche per i graziosi vigneti a strapiombo sul mare.

Stavamo per arrivare in un luogo magico, che avrebbe superato le mie aspettative, nonostante il forte vento e la giornata un po’ nuvolosa: il Faro di Capel Rosso, nella punta a sud dell’Isola del Giglio.
Ho adorato tutta la zona, quanta meraviglia intorno a me, e che pace incredibile.
Sarei rimasta lì tutto il giorno ma purtroppo il vento era talmente insidioso, che ci ha costretti a rientrare.
La discesa è graduale e ci si ritrova a camminare in mezzo alla macchia mediterranea, fino al faro, per poi decidere se percorrere le scale che conducono al mare, per fare il bagno.
Non dimenticarti la protezione solare, il sentiero è molto soleggiato e non ci sono zone d’ombra, tranne sulle scogliere e il rischio è ovviamente quello di scottarsi.


Sai che all’estremità di questo faro c’è il Faro di Punta Fenaio?
Un resort che vanta un ristorante panoramico incredibile, aperto anche ai turisti che non alloggiano in struttura. Purtroppo, noi lo abbiamo scoperto tardi e non siamo riusciti ad andare, ma dev’essere un’esperienza davvero bellissima.
Per gli ospiti esterni i posti sono limitati e, dato che il pasto viene consumato in una terrazza esposta, il vento la fa da padrone. Per raggiungerlo, ti dovranno venire a prendere con un 4X4, non dimenticarti di riservare il tavolo con anticipo.
Riesci a immaginare la mia faccia quando l’ho scoperto? Ecco, non era delle migliori, motivo per cui mi sono già ripromessa di tornare all’Isola del Giglio. Non posso certo perdermi questa esperienza meravigliosa!

Esperienze gastronomiche all'Isola del Giglio: quali ristoranti scegliere
Sarà stata la splendida terrazza sul mare, in cui la sera si alzava una leggera brezza, che cullava i lampadari di rafia sospesi sulle nostre teste e faceva spostare la tovaglia, o la luce fioca con i suoi giochi d’ombra, o semplicemente il profumo del mare, lo sciabordio delle onde e i sapori tipici dei piatti che ci hanno servito, a determinare la nostra scelta di cenare quasi sempre al ristorante dell’Hotel La Guardia.
Un’atmosfera intima e piacevole, che ci ha fatto sentire a casa, la sensazione più bella quando si è in viaggio.


Un altro ristorante che abbiamo provato è il Sopravvento, che nel frattempo ha però cambiato gestione, mantenendo il nome originario. Un ragazzo del posto mi ha confermato che si mangia sempre molto bene, a te la scelta se andare o meno.
Altra esperienza per noi incredibile è stata quella vissuta all’Azienda vinicola Castellari, già all’entrata dal cancellino ho avvertito un senso di meraviglia. L’aria salmastra e fresca del mare si mescola al profumo intenso della terra, creando un’atmosfera unica.
Del resto, era arrivata l’ora per me di ammirare non solo l’alba ma anche il tramonto e qui lo spettacolo è assicurato. Per raggiungere l’azienda vinicola, dopo aver parcheggiato, abbiamo percorso un sentiero in salita per cinque minuti. E se ci sono riuscita io con le birkenstock, puoi farcela tranquillamente anche tu!
Dinanzi ai miei occhi un panorama unico, con le vigne che ricordano un tappeto verde e si estendono fino all’orizzonte, avvolte dalla luce calda del sole. Posso sentirne il tepore sulla mia pelle, mentre il vento sussurra dolcemente nell’aria. Una distesa che pare infinita, sfumando verso il profondo blu del mare, che mi lascia senza fiato.


Mi sento immersa in un dipinto impressionista, con i colori della natura che si mescolano armoniosamente tra loro. Il verde brillante delle foglie, il giallo dorato dei grappoli d’uva, il blu intenso del mare e il cielo azzurro sopra di noi, che si fondono quasi in una sinfonia di colori, riempiendomi il cuore di gioia e meraviglia.
L’Azienda vinicola Castellari nasce per valorizzare i terreni dell’Isola del Giglio, abbandonati da tempo. La vite è l’ansonica, per un vitigno a bacca bianca con un grappolo di grosse dimensioni, dalla buccia molto spessa.
Il vino che ne viene ricavato è un vino originale e complesso, chiamato “Calzo della Vigna”, che abbiamo degustato piacevolmente, ammirando nel mentre un paesaggio mozzafiato, da favola direi! Mi è difficile spiegarlo, ma ho quasi cambiato idea sull’alba. In realtà non è vero, ma riconosco che è stato uno dei tramonti più belli mai visti in vita mia.
Non serve che dica che una visita da Castellari è d’obbligo, vero?

Tour in barca all’Isola del Giglio: "Full Day Luxury" di Ancora Giglio
Quando il mare è calmo, non c’è niente di più bello che partecipare a un tour in barca per vedere l’isola da nuove prospettive.
Per la nostra gita, ci siamo affidati ad Ancora Giglio: eravamo solamente in otto persone ed è stato fantastico. L’isola vista dal mare, in effetti, ha tutto un altro sapore e alcune calette si possono raggiungere solamente così.
Una giornata di sole, il mare che brilla e guarda tu stessə che colori ha l’acqua, davvero pazzesca!


Tra le varie soste anche Cala Pozzarrelli, con un mare dal color turchese acceso, che mi ha conquistata fin dal primo momento, ancora di più una volta immersa. Che meraviglia, fossero tutte così le giornate.
Cosa è incluso nel TOUR FULL DAY LUXURY?
- Partenza da Giglio Porto alle ore 9:30/10:00
- 2/4 soste bagno
- Aperitivo on Board con bollicine e stuzzichini (a disposizione l’attrezzatura per lo snorkeling)
- Arrivo in spiaggia delle Caldane verso le ore 13:30
- Inclusi ombrelloni e lettini, con possibilità di ristoro fresco
- Orario da concordare per il rientro a Giglio Porto in barca
- Prenotazione anticipata
Il giro in barca con Ancora Giglio dura all’incirca 4h30/5h ma, se vuoi un consiglio stile flaïa, chiedi di farti lasciare alla spiaggia delle Caldane, la più bella dell’isola. Si può raggiungere o via terra con un trekking di 20 minuti circa, o via mare con un’escursione in barca, proprio come abbiamo fatto noi, o in alternativa a bordo di un taxi boat.

Vale la pena fermarsi qui per un bagno rigenerante, approfittando dell’ombrellone con lettini e del cestino da pic-nic inclusi. Un’idea a mio avviso geniale, che ci hanno fatto trovare al nostro arrivo in spiaggia.
Non essendoci il bar, è stato un bel valore aggiunto, vista anche la possibilità di scelta tra diverse proposte, sia calde che fredde.


Ma è stato al ritorno che è arrivata la sorpresa più bella. Con il vento tra i capelli, il sole che ancora mi scaldava e l’odore di salsedine, ho visto i delfini, tutto così inaspettato, da sembrare quasi frutto della mia fantasia.
Le spiagge dell’Isola del Giglio
L’Isola del Giglio è un susseguirsi di spiagge, calette e scogliere, per all’incirca 28km di costa. Le spiagge principali sono quattro e si raggiungono comodamente, tranne la spiaggia delle Caldane, come ti ho raccontato prima. Ancor più belle se frequentate in bassa stagione, con una parte di spiaggia libera, e l’altra con lettini e ombrelloni:
- Spiaggia le Cannelle: affacciata sul promontorio dell’Argentario, è seconda per grandezza a quella del Campese. Sabbia bianca, mare cristallino e acque poco profonde, la rendono sicuramente perfetta per le famiglie. Lo stabilimento balneare, Cannelle Wonderful Beach, dà la possibilità di pranzare. La nostra esperienza non è stata molto positiva a dire il vero, ma magari era una giornata no, come capita a tutti!
- Spiaggia Arenella: a nord di Giglio Porto, è una lingua di sabbia che si estende all’incirca per 100 metri ed è davvero una caletta molto bella, perfetta per gli appassionati di snorkeling, tra pesci, stelle marine e polpi. Visto il fondale di sassi, le scarpette da scogli sono consigliate! Peccato aver trovato il mare mosso, che non ci ha permesso di fare il bagno.


- Spiaggia delle Caldane: in assoluto la mia preferita, forse perché è anche l’unica difficile da raggiungere. Granelli di sabbia dorata, natura selvaggia e un mare da favola, per una giornata di puro relax.
- Spiaggia del Campese: è la più grande dell’isola e protetta dal vento, con sabbia dal colore rossastro. Non è stata la mia preferita, sia per la posizione che per quell’atmosfera intima, che a mio avviso mancava.


Nell’ultimo giorno di vacanza abbiamo esplorato Giglio Campese, complice il fatto che qui si trova la storica macelleria di Massimo, un signore che abbiamo conosciuto durante l’aperitivo all’azienda agricola Castellari.
Dopo svariati assaggi, non abbiamo resistito e ci siamo portati a casa il salame tradizionale e la carne del buttero (carne di maiale essiccata con finocchietto e peperoncino).


L’Isola del Giglio mi ha rapito il cuore, lasciandomi un ricordo da custodire gelosamente, di quelli che vorresti rivivere per sempre, senza fine.
Sarà stata l’alba che ho ammirato ogni giorno, lasciandomi travolgere dall’emozione dinanzi a tanta bellezza, il fascino antico dei suoi paesi, la cordialità dei gigliesi, i paesaggi mozzafiato e gli scorci visti, ma io non potrò mai dimenticare l’Isola del Giglio.

Ed è proprio nella stanza 406 dell’Hotel La Guardia che ho fatto la mia promessa di ritornare, per vivere altre straordinarie esperienze e vedere ancora una volta l’alba, dalla finestra della camera, in silenzio e commossa.
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