
“...Il paesello è assiso
Sopra un’ombrosa china;
Lo guarda ogni collina
In atto lusinghier.
Al rosseggiar del vespro
Cinguetta il passeraio,
L’artigianello gaio
Canta nel suo camin;
E noi, qual fosse appunto
Pupillo nostro il mondo,
Sediam in piazza a tondo
Librandogli il destin.
…”
Ippolito Nievo
Per cosa è conosciuta Soave? i luoghi di Ippolito Nievo
Soave è un piccolo borghetto medievale, adagiato sulle colline tra i Monti Lessini e la Val d’Adige, conosciuto non solo per la Strada del Soave, ma anche per la sua storia intrisa di poesia. Quella di Ippolito Nevio, poeta e scrittore italiano, che trascorse parte della sua infanzia nel borgo, accanto al padre incaricato pretore del tribunale.
Ed è tra i vicoli di questo splendido borgo che la sua memoria è ancora viva, come testimonia la scuola elementare a suo nome.

Soave è stato eletto nel 2022 come “Il borgo più bello d’Italia” ed è uno dei pochi ad aver conservato in modo pressoché intatto le mura medievali, che circondano il centro storico. Per accedere ci sono tre porte dall’aspetto imponente: porta Verona, porta Vicentina e porta Aquila. La più scenografica e in assoluto la mia preferita è stata Porta Vicentina, anche se in realtà la mia visita a Soave è iniziata a Porta Aquila, in una calda e soleggiata mattinata di settembre.
E pensare che quando ero piccola a settembre c’era già freschino, negli ultimi anni invece sembra di essere ancora in estate.
Un vero peccato... ma torniamo a noi.


Soave è rinomato in tutto il mondo per la Strada del Soave. Un percorso di 50km che attraversa tredici comuni e quattro valli: Val di Mezzane, Val d’Illasi, Val Tramigna e infine Val d’Alpone, in cui si susseguono paesaggi mozzafiato, panorami spettacolari e svariate cantine.
Un viaggio nella tradizione, per cui vale la pena fare una sosta e ad attenderti il celebre vino bianco DOC di Soave, dal colore giallo paglierino e con aromi di fiori bianchi, mandorle e pesca. Si tratta di un’eccellenza del territorio, da assaggiare o in una delle cantine lungo il percorso, oppure in uno dei tanti barettini del centro storico.
Il territorio del Soave è stato riconosciuto come patrimonio dell'umanità per la sua ricca tradizione vitivinicola. Le antiche pergole, le caratteristiche sistemazioni idrauliche con muretti a secco e terrazzamenti, così come le tecniche di appassimento e la produzione del Recioto di Soave, rappresentano il vero tesoro di questa terra, testimoniando secoli di passione e dedizione alla viticoltura.


Cosa vedere a Soave
Dopo aver attraversato Porta Aquila mi dirigo verso Palazzo Scaligero, che mi colpisce per i suoi loggiati tipici e le merlature sui tetti. Ti suggerisco di visitare anche Palazzo di Giustizia, che si trova in Piazza dell’Antenna e ha un loggiato pittoresco, oltre a un’enoteca al piano inferiore, che però non ho avuto il tempo di scoprire.

Un altro edificio storico da vedere, anche se solo esternamente, è Palazzo Cavalli, costruito in stile gotico-veneziano e con alcuni bassorilievi raffiguranti scorpioni e lucertole.
Il mio itinerario continua fino al Duomo e al Parco Zanella, il giardino all’italiana un tempo di esclusiva appartenenza di Palazzo Scaligero, aperto al pubblico dagli anni novanta, grazie ad alcune associazioni locali.
Qui mi concedo un po’ di relax, dopo aver esplorato il borgo, ma non resisto a lungo, anche perché non vedo l’ora di passeggiare nel parco.


Il Castello Scaligero
A incuriosirmi questa volta è la scalinata che conduce al Castello Scaligero, edificato nel X secolo per volontà di Berengario I, Re d’Italia.
Ben visibile dall'autostrada, è facilmente raggiungibile sia a piedi che in auto dal centro storico di Soave. Ti consiglio vivamente di percorrere i gradini: anche se in salita, offrono un'esperienza incredibilmente suggestiva.
Nonostante la fatica, perché quei gradini ti assicuro che si fanno sentire, ne vale assolutamente la pena. Potrai immergerti nella bellezza dei giardini, ammirare un panorama mozzafiato e godere di un'atmosfera unica.

Nel corso dei secoli, il castello di Soave ha mantenuto una funzione bellica, per poi rimanere in disuso per svariati anni, fino all’acquisto nel 1889 da parte del senatore Giulio Camuzzoni.
Camuzzoni avviò un importante progetto di ristrutturazione che permise di riportare il castello al suo antico splendore.
Oggi il castello di Soave è stato restaurato e reso visitabile sia all’interno che all’esterno, inclusa tutta la cinta muraria. Questo intervento ha permesso di preservare la struttura storica e di renderla accessibile ai visitatori, offrendo un'esperienza immersiva nella storia medievale del luogo. Purtroppo, non sono riuscita a vederlo durante la mia ultima visita, ma so già che ritornerò in questo borghetto affascinante.
Il mio soggiorno alle pendici dei Monti Lessini
Tra le colline della Val d’Illasi sorge il paesino di Colognola ai Colli, per metà in collina, per l’altra metà in pianura.
Ed è proprio qui, a pochi chilometri dal centro storico del paese, tra ulivi e vigneti, che si trova una casa di campagna dall’aspetto moderno ed elegante, che richiama antichi sapori.
Stilla, un piccolo ristorante con camere, è semplicemente incantevole, immerso nel verde e nel silenzio che solo la campagna può regalare.
Una vecchia casa ristrutturata, in memoria dei nonni di Tommaso, Bertilla e Cipriano, che di fatto rappresenta un punto di incontro tra passato e presente.

Ma perché si chiama Stilla?
Il nome fa riferimento alla cucina di Silvia, moglie di Tommaso (sono i due proprietari), che lascia il segno con grazia, proprio come una goccia d’acqua. Una cucina delicata e raffinata, rispettosa delle materie prime del territorio.
E in effetti, la cucina di Stilla non è semplicemente un valore aggiunto alla struttura, ma la protagonista indiscussa del soggiorno. Appena entrata in sala, oltre a godermi una vista mozzafiato sulla vallata attraverso le ampie vetrate e il terrazzino aperto, sono rimasta incantata dai dettagli.
L’ambiente è pulito, ordinato e minimalista, proprio come piace a me.


Il sapore dei piatti è semplicemente indescrivibile, con accostamenti inediti che sorprendono il palato. Il mio primo amore è stato il risotto con mortadella e caramello salato, accompagnato da cozze fritte.
E pensare che io neanche le mangio di solito le cozze!

Il menù di Stilla segue la stagionalità dei prodotti e varia di mese in mese, offrendo un'ordinazione alla carta.
Per vivere appieno l’atmosfera e godere del panorama, che si perde tra ulivi e vigneti, ti consiglio di soggiornare nella camera con terrazza. Nelle giornate di sole potrai persino ammirare il Castello Scaligero in tutta la sua bellezza.
Un altro motivo per scegliere Stilla è il suo essere una struttura Dog Friendly, con me infatti c’era Amanda, la mia nipotina pelosa. Ci siamo davvero divertite insieme e lei si è subito sentita accolta dai proprietari, proprio come se fosse in famiglia.

Stilla è stata molto più di un semplice soggiorno: è stata un'esperienza memorabile che mi ha affascinato per l’atmosfera suggestiva del luogo e la cordialità che ricorda i soggiorni d’altri tempi.
Per una vacanza dal ritmo lento, dove ogni dettaglio è pensato per coccolarti, scegli Stilla.
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