
Era una giornata di pioggia, quella che mi ha accolto a Matera agli inizi di gennaio, eppure l'atmosfera di quiete che avvolgeva la città era quasi sorprendente.
Nonostante i milioni di turisti che la visitano ogni anno, quel giorno sembrava che fossi l'unica ad attraversare i suoi vicoli, protetta solo dal mio ombrello.
Le stradine strette e pendenti dei sassi si presentavano come un labirinto da esplorare, costringendomi a saliscendi continui.
La pioggia rendeva il tutto ancora più impegnativo, ma anche più affascinante.
Nonostante il fiato si facesse sempre più affannato, devo ammettere che ne è valsa decisamente la pena.


Dopo un'attenta ricerca, ho selezionato tre strutture in stile Flaïa che mi hanno conquistata. Si tratta di contesti eleganti e intimi, intrisi di storia e cultura, dove le radici della città si fondono con un tocco di modernità e lusso, soprattutto nelle stanze scavate nel tufo.
Oltre alla bellezza degli ambienti, ciò che mi ha affascinato maggiormente è stata l'ospitalità e l'autenticità dei prodotti tipici offerti.
Tuttavia, prima di entrare nei dettagli delle strutture, ritengo importante fare una breve premessa su Matera e i Sassi di Matera, poiché non sono esattamente la stessa cosa, anzi è fondamentale comprendere le differenze.
La città di Matera è il nucleo urbano più ampio e moderno, con le sue strade, piazze e palazzi, che riflettono la vita contemporanea della comunità.
I Sassi di Matera, invece, rappresentano la parte più antica e suggestiva della città, costituita da abitazioni scavate nella roccia, testimoniando secoli di storia e tradizione.

Mentre la città offre comfort e servizi moderni, i Sassi conservano un'atmosfera autentica e unica nel loro genere, facendo vivere ai visitatori un viaggio a ritroso nel tempo.
Proprio come è successo a me.
Se stai considerando di soggiornare nei Sassi, è importante tenere presente che nessuna struttura dispone di spazi per il parcheggio. Ti consiglio quindi di lasciare l'auto presso il parcheggio di Via Vena, che è comodo e più conveniente rispetto ad altre opzioni disponibili in zona.
Cosa vedere a Matera quando piove? L’Ipogeo Matera sum e il Palombaro
Sapevo sin dall'inizio che il tempo non sarebbe stato dalla mia parte nei primi giorni di vacanza, ma lasciarmi scoraggiare non era un'opzione da considerare.
C’è così tanto da scoprire in città, che io non vedevo l'ora di immergermi nelle sue meraviglie, a cominciare dalla Matera sotterranea.
Poiché a gennaio il Palombaro Lungo era chiuso, ho deciso di dirigermi verso l'ipogeo Materasum, ma se ne hai l'occasione, ti suggerisco vivamente di visitare il Palombaro Lungo, che è la più grande cisterna mai scavata dall'uomo in Europa. Può contenere circa 5 milioni di litri d'acqua ed è il principale serbatoio idrico della città.


Materasum si trova a una profondità di 12 metri e si estende su 1.200 metri quadrati.
Il percorso, della durata di circa venti minuti, ti guida attraverso un viaggio nel tempo, mentre segui un'audioguida direttamente sul tuo cellulare. Nei fine settimana, immergiti ancora di più nell'atmosfera partecipando a un tour guidato.
Pur considerandola un’alternativa al Palombaro Lungo, ho trovato questa visita comunque affascinante.
Tradizioni materane: luoghi ed esperienze per viverle
Sotto un cielo grigio e una pioggia incessante, ho trovato rifugio alla Latteria Rizzi, un locale che mi ha subito accolta con pane di Matera e olio lucano.
È stato qui che ho scoperto il mio amore per il pane materano: la crosta croccante, il colore bruno dorato e quell'irresistibile profumo di bruciato. Che delizia!
A proposito di olio, avevo prenotato la visita al MOOM, il Museo dell'Olio di Matera, ma purtroppo non sono riuscita ad andare, un vero peccato.
Il proprietario, Severino, si è mostrato sin da subito molto disponibile e comprensivo.
Sarà per la prossima volta, ma tu non perdere l'occasione di andare!


Nel 2021 la Latteria ha cambiato volto, non solo sostituendo l’insegna, ma rinnovando il locale e togliendo la vendita diretta al banco.
Il pranzo è così iniziato con fave e cicoria, un piatto tipico della cucina materana, per poi proseguire con una degustazione di formaggi locali e una squisita stracciatella di burrata, che si è sciolta delicatamente in bocca insieme alle fragole fresche.

Questo viaggio tra sapori e tradizioni materane ha reso indimenticabile anche una giornata di pioggia. Ma ciò che per me rende davvero memorabile un viaggio sono gli incontri e le scoperte che ne derivano.
Ho trascorso del tempo a conversare con gli abitanti del luogo, ascoltando le loro storie e apprendendo dai loro saperi. Ed è così che ho scoperto la bottega artigianale di Massimo Casiello, un atelier del legno, che si occupa di tornitura artistica e falegnameria didattica, in cui si può addirittura creare il proprio timbro del pane.
Hai mai sentito parlare di “timbro del pane”?
Il timbro del pane è una delle rappresentazioni più significative dell'arte pastorale della murgia materana.
Durante la transumanza, i pastori realizzavano questi segni distintivi sul pane, consegnandoli poi ai garzoni del forno.
Era una pratica che andava oltre il semplice riconoscimento familiare: il pane, impastato dalle massaie nelle loro case, diventava un simbolo di identità e appartenenza, trasportando con sé secoli di storia e tradizione.
Ma c'è di più: il timbro del pane non era solo un segno di appartenenza familiare, ma anche un simbolo d'amore. In passato, le donne tenevano il pane timbrato come un pegno d'affetto, custodendolo gelosamente solo se il sentimento era corrisposto.
Perché non cogliere l'opportunità di vivere un'esperienza autentica in compagnia di Massimo Casiello?
Visita il suo atelier e immergiti nell'affascinante mondo della tornitura artistica del legno.
Continuo il mio cammino per Matera e, prima di rientrare alla prima struttura che ho scelto per il mio soggiorno (Le Conche Luxury retreat), faccio una sosta per una foto ricordo in piazzetta Pascoli, un dei belvedere più suggestivi, che s’affaccia su entrambi i rioni: il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano.
Un altro punto panoramico che non ti puoi perdere è il belvedere Luigi Guerricchio.
Un piccolo portico, formato da tre archi a tutto sesto, che consente l’accesso a un terrazzino, dal quale si può ammirare una delle vedute più suggestive sui Sassi e in particolar modo sulla Cattedrale “Maria Santissima della Bruna”.


Le Conche Luxury Retreat
Ancora umida dalla pioggia che ha accompagnato la mia giornata, varco la soglia della stanza numero 11 delle Conche Luxury Retreat, un piccolo retreat incastonato nel cuore dei suggestivi Sassi di Matera.
Aperto a gennaio 2019 e curato con maestria dall'architetto Domenico Fiore, questo rifugio si trova in Vico delle Conche, da cui prende il nome.
Un luogo raccolto e confortevole, dove le quattro camere, una volta quattro grotte separate, portano ancora i numeri originari, conservando così l'essenza di un tempo.
Entrando, mi sento avvolta da un senso di familiarità e benessere, forse grazie al caloroso benvenuto che mi è stato riservato, o forse per l'ambiente accogliente in cui mi ritrovo.


Accendo le candele e mi concedo un meritato bagno caldo.
Con By your side di Sade che suona lenta, mi abbandono al tepore dell'acqua, lasciando che la tranquillità della stanza mi avvolga, come un dolce abbraccio.
Pensare che un tempo queste grotte ospitavano botteghe artigianali dove si conciavano le pelli, chissà quale odore acre doveva impregnare l'aria!
Ad oggi, ciò che per fortuna rimane, è la fragranza tranquillity di Comfort Zone che adoro. Non ci sono finestre, è vero, ma l’aria non è certo così pesante come un tempo.
E così, immersa nella pace dei Sassi di Matera, mi concedo il lusso di un momento di puro relax. Oh, quanto si sta bene dopo un bel bagno caldo!
Adesso sono pronta a uscire di nuovo per andare nel ristorante Vico Primitivo.
Il ristorante Vico Primitivo: un viaggio nei sapori lucani
Gestito con passione dai proprietari del retreat e situato all'interno di una grotta naturale, questo locale era un tempo un “ciddaro”, una storica cantina pubblica.
Luogo di svago serale, dove i contadini e i piccoli artigiani si ritrovavano per bere un bicchiere di vino, giocare a carte e scambiare due chiacchiere dopo una giornata lavorativa.
I "ciddari" producevano il vino in loco e le botti venivano conservate nella parte più profonda della cantina, lo sterno (u stern).


Il ristorante propone piatti tipici della Basilicata, con proposte stagionali e accostamenti unici, per un’armonia di sapori interessante.
Mentre faccio ritorno in albergo, la curiosità mi spinge a percorrere la scalinata che conduce in Via San Francesco Da Paola Vecchio. Davanti a me, la città dei Sassi di Matera si staglia illuminata, così incredibilmente bella che quasi mi commuovo.
In effetti, osservandola con più attenzione, sembra quasi un grande presepe.

Vale la pena scoprire i Sassi di Matera con una guida? La mia esperienza con Sara
La mattina seguente, tra una nuvola e uno scroscio d’acqua, mi gusto il mio cremoso cappuccino in tazza grande, in attesa che esca un raggio di sole.
Qui alle Conche, la colazione è una vera delizia per il palato: un trittico di sapori che abbraccia il salato, il dolce e la freschezza della frutta. Ma ciò che mi ha colpito davvero sono i formaggi!
Ogni assaggio è stato un viaggio tra le colline e i pascoli della Basilicata, portando con sé il sapore genuino del latte fresco.


La giornata può ora avere inizio, sono pronta a esplorare Matera con Sara, una guida certificata, che mi accompagna in giro per la città. Ci troviamo di fronte all’hotel Belvedere, da cui si gode una meravigliosa vista sulla Gravina e il Parco della Murgia.

La passeggiata prosegue verso rione Casalnovo, che si congiunge poi con Vico Solitario, dove c’è l’omonima casa grotta.
Sara mi fa una breve introduzione su cosa siano le case grotta e poi mi lascia entrare.
Racconta che si tratta di un’antica abitazione tipicamente arredata per far capire com’era la vita nelle case scavate del Sasso Caveoso prima del loro abbandono.
Nonostante sia solo una ricostruzione è piuttosto impattante ed è davvero incredibile pensare come all’interno di uno stesso ambiente potesse viverci un’intera famiglia con anche tutti gli animali.
Pazzesco, se penso anche solo all’aspetto igienico sanitario.
Con lo stesso biglietto entro nella Chiesa rupestre di Sant’Agostino al Casalnovo, ma l’emozione che provo non è la stessa della casa grotta.


Raggiungiamo Piazza San Pietro, dove si trova Pianelle Resort (la terza struttura stile Flaïa del mio soggiorno) con la sua splendida terrazza, e una vista spettacolare sulla chiesa di San Pietro e Paolo, la chiesa della Madonna dell’Idris e la Gravina.


Vuoi un consiglio?
Non visitare l’interno della Madonna dell’Idris ma piuttosto giraci intorno e raggiungi lo Zipa Cafè, il posto perfetto per un buon caffè o un pranzo veloce in tranquillità, ammirando il suggestivo panorama sulla Gravina e il Parco della Murgia.
L’itinerario con Sara prosegue lungo la Civita, la parte del centro che separa il Sasso Caveoso (dove c’è la struttura Le Conche Luxury Retreat) dal Sasso Barisano (qui c’è Il Palazzotto, la seconda struttura scelta).
In Piazza Duomo, altro punto panoramico con vista sul Sasso Barisano, si trova la Cattedrale Maria Santissima della Bruna e Sant’Eustachio, i santi protettori di Matera. Con Sara, l’ho guardata solamente dall’esterno ma ritornerò per scoprirla come merita.


Volendo, si può visitare anche il museo Mata, con una piccola aggiunta al biglietto di ingresso alla Cattedrale, ma a mio avviso non ne vale la pena.
Nulla che mi abbia fatto dire wow!
Qualche altro accenno al Sasso Barisano, mentre io e Sara passeggiamo lungo la via del ritorno con il sole che ci riscalda la pelle.
Non fa freddo per essere gennaio.
La visita è durata 3 ore e ne è valsa la pena, Sara è una ragazza davvero in gamba e soprattutto è proprio piacevole da ascoltare, non è una di quelle guide che raccontano a tutti le stesse cose, ma personalizza gli itinerari anche a seconda di chi si trova davanti.
Un aspetto che ho apprezzato tanto!
Palazzotto Residence & Winery
Un tempo la struttura apparteneva a una famiglia nobile di Matera, che decise di ergere davanti ai Sassi un "palazzotto". Si riconosce dal suo balcone con gattoni, ovvero le caratteristiche mensole ornamentali intagliate nel tufo.
Fu costruito per dominare dall'alto la proprietà ed essere a un livello superiore rispetto alla servitù, che dormiva all'interno delle grotte scavate nei sassi.

Oggi, in questo palazzotto, nel cuore del Sasso Barisano, c'è un piccolo albergo diffuso di sole 10 camere, che è di proprietà della famiglia D'Angelo.
Ed è proprio l’architetto Katia Vitale, mamma di Misa D’Angelo, che ha ristrutturato e arredato la proprietà, conservando la bellezza di queste antiche dimore, pur conferendo un tocco contemporaneo con elementi di design. Ogni stanza è diversa dall’altra per arredo, dimensione, disposizione e anche posizione.
Non solo un albergo, ma una grande casa da condividere con i propri ospiti.


Nel 2015 la famiglia d’Angelo acquisisce la storica azienda agricola Francesco Radino, un piccolo produttore locale di vino DOC Aglianico del Vulture biologico in provincia di Potenza.
Se sei un appassionatə di vini, non perderti la degustazione con Giuseppe, il sommelier della casa, che ti farà scoprire i segreti e i sapori dei vini più pregiati della regione. Un’esperienza piacevole per concludere la tua serata nel cuore di Matera.
Ed è proprio dall’azienda agricola che prende il nome il ristorante della famiglia D’Angelo, situato nel sasso caveoso: Radino Wine.
Un locale grazioso con un servizio informale e un menù con prodotti del territorio, per nulla scontati. Vale la pena trascorrere una serata qui anche solo per il locale! Al piano interrato c’è anche una Cigar Room da perdere la testa, veramente pazzesca.
Ti consiglio di scendere a curiosare, anche se non fumi.


La visita al Sasso Barisano
Dal Palazzotto viene molto più facile visitare il Sasso Barisano, ma prima mi attende la colazione! Questa volta a buffet, servita in una cornice molto suggestiva, che all’ingresso scatena l’effetto wow.
Un unico grande tavolo pensato per la convivialità e lo stare insieme, un po’ come succedeva nella prima metà del Novecento, quando le famiglie vivevano vicine tra loro e si aiutavano, condividendo gli spazi comuni.
Si ricrea così l’idea di una grande famiglia allargata.


In una splendida giornata di sole m’incammino verso la Cattedrale, che il giorno prima avevo ammirato solo esternamente e decido di entrare, notando subito il forte contrasto tra la sobria facciata esterna e l'interno riccamente decorato in stile barocco.
La mattinata prosegue lenta, con una passeggiata senza meta tra le pittoresche viuzze dei Sassi di Matera. È un momento di totale relax e scoperta, che mi porta nella suggestiva Via Muro.
Con la focaccia calda e fragrante presa al Panificio Cifarelli, mi siedo sul muretto e mi godo il pranzo con vista sulla Cattedrale.
Con i piedi a ciondoloni e gli occhi colmi di bellezza, mi rendo conto che a volte sono proprio le cose semplici a regalare le emozioni più profonde.


Nel pomeriggio rientro al Palazzotto per partecipare alla degustazione di vini con Giuseppe, il sommelier. È un vero esperto, capace di rendere il mondo del vino accessibile a tutti, anche a chi, come me, non ne sa molto.
È piacevole ascoltarlo, senza l'uso di termini complicati che potrebbero confondere chi non è un intenditore.


Dopo la degustazione, concludo la serata con un bagno caldo nella stanza numero 3, dove ad attendermi c’è una vasca free standing.
Immersa in una luce fioca, con un buon libro e una tisana calda, ho vissuto un momento di puro relax, oltre a lasciare che il mio corpo si rigenerasse.


Pianelle Resort
Se hai l'opportunità, ti consiglio di dedicare l'ultimo giorno alla scoperta del Parco della Murgia e del ponte tibetano. Dalla terrazza dell'albergo, il Pianelle Resort, l’ho potuto ammirare più volte, anche se purtroppo non sono riuscita a vederlo di persona.
Il Pianelle Resort è un albergo diffuso, che dopo 10 anni di lunghi lavori di progettazione e ristrutturazione, da parte dell’architetto Domenico Fiore, ha aperto le sue porte il 1° agosto 2022.


"L'insieme è un grande puzzle, dove ogni tessera riconduce ad una storia particolare e nel complesso offre un contatto autentico con il luogo, con i suoi colori, i suoi sapori e la sua gente."
Con questa struttura, il sig. Iacovone Donato, il proprietario, ha voluto dare un tributo alla città di Matera e in particolar modo alla nonna, che un tempo viveva qui con tutta la sua numerosa famiglia.
Si tratta di una realtà un po’ più grande rispetto alle precedenti, con 17 sistemazioni dal design minimale e sobrio, in perfetta simbiosi con la suggestione del paesaggio circostante. Le stanze seguono la numerazione dei civici del Rione Pianelle, da cui l’albergo prende il nome.


Il valore aggiunto della struttura è sicuramente la terrazza, da qui la vista è semplicemente incantevole. In estate viene utilizzata per le colazioni e gli aperitivi.
Chissà che bellezza dev’essere gustare un buon cappuccino con una tale vista!

Vivere i Sassi di Matera per una settimana mi ha permesso di immergermi nelle sue tradizioni, facendomi talvolta dimenticare il telefono in tasca, occupata com’ero a osservare ogni angolo della città.
La pioggia è stata in parte la mia compagna di viaggio, ma devo ammettere che ha reso Matera ancora più bella ed esclusiva, così come le strutture in stile Flaïa che ho scelto per il mio soggiorno.
E se Matera fosse la tua prossima destinazione?
Che tu voglia seguire il mio itinerario, o soggiornare tra i sassi, richiedi informazioni e prenota la tua vacanza.
La Città dei Sassi ti sta aspettando!
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